Thursday 22 January 2026 - 19:27
Non li lasceremo impuniti!

Il quotidiano online Seda-ye Iran, «La Voce dell’Iran», ribadisce le responsabilità esterne e interne nelle violenze recenti; ricorda la fase iniziale di proteste pacifiche, poi degenerate in violenza per mano di sediziosi mercenari, e sottolinea che la maggior parte delle vittime è composta da inermi cittadini innocenti — tra cui anche bambini — e da appartenenti alle forze dell’ordine e di sicurezza.

Agenzia Hawzah News – In un articolo, il quotidiano online dell’Ufficio del Leader della Rivoluzione (Seda-ye Iran, «La Voce dell’Iran»), reagendo alla pubblicazione dei dati sui martiri e sulle vittime della recente sedizione in Iran, richiama la responsabilità dei registi stranieri per i crimini commessi dai loro mercenari interni, che hanno causato la morte di migliaia di cittadini iraniani.

Il giornale sottolinea che, fino al 18 Dey (8 gennaio 2026), la situazione nel Paese era gestita in un clima pacifico, sia da parte delle categorie professionali e della popolazione, sia da parte delle autorità governative e delle forze dell’ordine. Un clima tale che, nella prima notte del terrorismo urbano — la sera di giovedì 18 Dey — le forze di polizia e i difensori della sicurezza non avevano neppure ricevuto l’ordine di intervenire.

Proprio il clima pacifico iniziale ha fatto sì che oltre il 75% delle 3.117 vittime fosse costituito da inermi cittadini innocenti — tra cui anche bambini — e da appartenenti alle forze dell’ordine e di sicurezza, colpiti a sorpresa dal terrorismo cieco e feroce dei mercenari legati ai dannati regimi di Washington e di Tel Aviv.

L’articolo individua infine i principali responsabili di questo sinistro complotto in coloro che, dalle tribune delle assemblee internazionali, rivendicano con orgoglio i propri piani cinici e irresponsabili: questi moderni ignoranti, criminali spregevoli, insieme ai loro mercenari interni — con le mani sporche fino ai gomiti del sangue del popolo iraniano — non saranno di certo lasciati impuniti.

A cura di Mostafa Milani Amin

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